Ed io sarò buono e quindi eviterò di mandare affanculo un po’ di gente. Almeno in questi giorni.
Certo, evitare di mandare affanculo chi prima pensa di detassare gli straordinari per farci lavorare di più e poi opta, con un triplo salto mortale, per la settimana corta, mi è un po’ difficile, ma ci proverò.
Chi, in questo periodo di estremo benessere collettivo, pensa ad una repubblica presidenziale, a modificare la costituzione, non avrà il mio benefico “vaffanculo”.
Come non sprecherò un magnifico “vaffanculo”, a chi ci sprona a spendere per non bloccare l’economia.
Prometto che non manderò affanculo tutti quei papponi che con la politica ci fanno gli affari propri.
E non regalerò un vaffanculo neanche a chi rompe i coglioni predicando il diritto alla vita ma solo per chi non è omosessuale.
A chi ha fatto della questione morale la propria bandiera senza contare i delinquenti che aveva intorno.
A chiunque detenga un potere.
A chi non fa niente per evitare i morti sul lavoro.
Alle televisioni che ci rincoglioniscono.
Cavolo, non si finisce più! Ne avrei altri mille… ma a Natale si deve essere buoni, e quindi, con uno sforzo immane, eviterò di mandare affanculo tutti.
Poi, c’è Santo Stefano (che è un po’ come se fosse un surrogato del Natale) e quindi… zitto!
Ma le feste finiranno. E non sarò più obbligato ad essere buono.
Farò, allora, un profondo respiro, e con tutta la mia educazione, penserò alla mia condizione di operaio in periodo di preavviso di licenziamento, e sparerò dei “VAFFANCULO” a tutte le teste di cazzo del mondo, che i botti di capodanno sembreranno scorregge di criceto.
Buon Natale.
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